le panelle siciliane

Le panelle: lo street food siciliano

Aggiornato il 17 Ottobre 2021 da Lalla

Sapessi  quanto tempo era che volevo provare la fare le panelle! Le ho mangiate come aperitivo offerto dalla casa in un ristorante siciliano e le ho adorate da subito.
Street food siciliano per eccellenza, tradizionalmente le panelle sono a fettine e mangiate dentro ad un panino… hai mai sentito parlare di pane e panelle?
Il classico panino palermitano ( la moffoletta o la mafalda) riempito con questa delizia che gli antichi pannellari friggevano in un casseruola colma di olio posta nei classici carretti.
Un’istituzione, l’immancabile ed irrinunciabile cibo di strada che a Palermo fa da pranzo, cena o spuntino.
Nato come cibo per sfamare il cosiddetto “popolino”,  oggi ha conquistato tutti. Mangiate caldissime, appena fritte sono divine.

Se ti piace friggere e poi mangiare il fritto non puoi non provare le panelle!
Uno sfizio davvero goloso, semplice e veloce per accompagnare un bicchiere di vino bianco. Una tira l’altra, non c’è niente da fare.
A me è piaciuto riproporle con questa diversa forma a bastoncino perchè così ce le hanno offerte al ristorante e mi hai divertita da matti. Oltre che divorate perchè buonissime. 

Farina di ceci, acqua, sale pepe e prezzemolo gli ingredienti semplici e genuini per ottenere le panelle. Forse un poco noioso mescolare farina e acqua, come fosse polenta, ma si fa tranquillamente 😉 e ne vale assolutamente la pena. La frittura da loro il quid in più.  Per cui… cotte e mangiate ! 

Ottenuta la giusta consistenza – il composto si deve staccare dalla pareti del tegame – basta che trasferisci sul piano di lavoro, spiani il composto e lo livelli alto  circa 1 cm con la lama di coltello umida  e, una volta raffreddato ricavi i cilindri. Se invece le vuoi a fettine lasci il composto nella pentola ne ricavi le fette e tagli a quadrati della misura che ti piace. A me i tocchetti danno più soddisfazione!  E ne vado matta.

le panelle

 

STORIA DELLE PANELLE 

Avresti mai detto che forno gli arabi a portarle in Sicilia?

Gli arabi macinavano i ceci per ricavarne una farina da mescolare all’acqua. L’impasto così ottenuto si cuoceva fino a che non diventava una sorta di polenta e poi si lasciava raffreddare in contenitori cilindrici, per dargli una forma pratica da usare in cucina. Dopodiché, i panellari di Palermo affinarono la ricetta aggiungendovi semplicemente sale e pepe e la cosa più gustosa: la frittura. Le fettine ricavate dal cilindro di farina di ceci mescolata e cotta con l’acqua venivano e vengono ancora oggi fritte nell’olio di semi e servite in un comodo panino da mangiare anche per strada.

Pane e panelle è, infatti, diventato lo street food siciliano più tipico che ci sia. I panellari si appostavano in punti strategici agli angoli di licei, uffici e strade affollate. Il resto lo facevano gli affamati. Tutti, o quasi, amano pane e panelle; da Pirandello a Sciascia, anche i grandi maestri della letteratura italiana si sono pappati questa specialità per le strade di Palermo.
Da InformaCibo 

 

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