la ribollita toscana

La ribollita toscana: una ricetta che appaga i sensi

La ribollita toscana è un piatto che profuma di inverno, di tepore e di voglia di affondare il cucchiaio in una zuppa calda, consistente e corroborante.
Prima che l’inverno ci scappi via e per sfruttare ancora il cavolo nero la ricetta della ribollita ha il suo perchè.

Un mix di verdure – cavolo nero, verza, fagioli cannellini, carote e sedano – legati fra loro in modo unico e strabiliante. Una cottura lenta e lunga (almeno 2 ore) perchè le verdure si amalgamino fra loro e la zuppa si infittisca. 
Una ricetta, la ribollita toscana, della tradizione e come tale con ingredienti semplici, genuini e della terra. La cucina del riciclo dei contadini toscani che diedero vita alla ribollita usando gli avanzi di verdure dei campi già cotte ed il loro pane raffermo tostato alla brace. 

la ribollita toscana

La ricetta originale vuole che la ribollita sia cotta almeno due volte ( da qui il nome ri-bollita) perchè più le verdure stanno e più si insaporiscono. Inoltre, prima di servire la zuppa, la tradizione detta che sia passata in forno coperta da uno strato di fettine sottilissime di cipolla.

Difficile stabilire l’esatta quantità di ciascun ingrediente; quello che è certo è che, nella ribollita toscana, non possono e non devono mancare il cavolo nero, i fagioli cannellini e la verza. Caratteristica, inoltre, l’aggiunta finale, prima di servire, di qualche fogliolina di timo selvatico. 
La cottura dovrebbe essere fatta in un tegame di coccio. I fagioli devono essere quelli secchi rinvenuti per una notte in acqua e che le foglie di cavolo nero si siano leggermente ammorbidite per le ghiacciate.

Vale la pena, stando a casa, pensare di cucinare la ribollita: un piatto che appaga i sensi e scalda.

la ricetta della ribollita toscana

Adoro la cucina toscana:  sana, genuina ed intensa. Ho provato anche i classicissimi pici all’aglione, i fagioli all’uccelletto ( adoro proprio!), la schiacciata con l’uva e questa delicatissima minestra di porri 

 

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