Il Berlingozzo di Prato

il dolce toscano di Carnevale

berlingozzo di Prato

Il Berlingozzo di Prato

Siamo a Carnevale e mi è piaciuto scoprire, dopo le castagnole, i tortelli emiliani e le tagliatelle fritte, un nuovo dolce tipico di questo periodo. Il Berlingozzo di Prato, uno dei tanti dolci di Carnevale tipici toscani.
Un semplicissimo, ma profumatissimo ciambellone fatto di ingredienti genuini di origine contadina e locale: farina  uova e olio.
Perfetto per essere inzuppato nel latte a colazione o a merenda, la sua morte, come tradizione vuole, inzuppato a fine pasto in un bicchiere di vin santo.
Ha origini antichissime e, se anche in alcune località viene sfornato oramai durante tutto l’anno, in altre parti è lavorato solo su ordinazione e per lo più su richiesta di persone anziane.

Ho specificato berlingozzo di Prato perchè di versioni di berlingozzo ne esistono davvero tante, almeno 4 sono quelle riconosciute ufficialmente e si diversificano a seconda delle città in cui si preparano. Farina e uova restano sempre e, da quello che ho letto, non dovrebbe esserci il burro; di fatto, però così non è.


LE DIVERSE VERSIONI DI BERLINGOZZO


La differenza fra le varie interpretazioni di questo dolce carnevalesco sta essenzialmente nella scelta degli aromi e nel tipo di impasto, quindi di consistenza:
limone in questo Berlingozzo di Prato  (ho trovato però anche l’arancio al posto del limone) con la caratteristica forma alta di ciambellone;
semi di anice o sassolino nella versione di Lamporecchio (nella provincia di Pistoia), dalla consistenza diversa tanto che, tra l’altro, non risulta così alto.
Gli aromi qui riportano ai brigidini, altri dolcetti tipici toscani nel cui impasto non sono però presenti né latte né burro né olio. Solo uova farina zucchero ed anice.
ancora anice, ma assolutamente piatto e senza lievito quello di Vinci in provincia di Firenze.
Anche a Firenze si usa preparare il berlingozzo, simile a questo di Prato, ma in un’interpretazione ancora differente.
Per finire, a Pitigliano – nel comune di San Giustino in Umbria – addirittura è dedicata una sagra paesana al Berlingozzo.

La ricetta più famosa e, direi, anche particolare che regala tutti i profumi di quella terra, è quella di Lamporecchio.
Paolo Petroni, nel suo “Libro della vera cucina fiorentina” ne regala una versione ancora più intensa, aggiungendo nell’impasto il vin santo.
Notate come la ciambella risulti alla fine bassa e non alta come, ad esempio, in questa ricetta di Prato.


DA DOVE DERIVA IL NOME BERLINGOZZO 

Il suo nome sembra derivare dal berlingaccio, termine che indicava il giovedì grasso e una maschera in uso e costume quattrocenteschi.
A sua volta “berlingaccio” deriva dal tedesco bretling.
Il verbo berlingare significava divertirsi e spassarsela a tavola: citato da poeti cinquecenteschi, sembra fosse in uso anche alla corte di Cosimo I a Firenze. E a questo significato si rifanno tutti dolci citati.

IL BERLINGOZZO DI PRATO

berlingozzo di prato

Volevo un dolce si tipico di Carnevale, ma adattabile a tutte le situazioni e sicuramente anche da inzuppare in un bicchiere di vin santo che adoro e, vi dirò di più, sarei più per questo inzuppo che quello in tazza di latte o di tè.

Da qui la scelta per il Berlingozzo di Prato e, forse, anche perchè della versione di Lamporecchio davvero il web ne è pieno.
Non pensavo di introdurmi in un dedalo di notizie, versioni, spesso anche contrastanti, ma un primo vero chiarimento l’ho avuto da questo interessante articolo.
Burro si, burro no, latte si, latte no…quello, da quanto ho potuto leggere, dipende davvero dalle ricette che cambiano di famiglia in famiglia.

 

Berlingozzo di Prato

 

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