Erbazzone alla emiliana: ottimo sia caldo che tiepido!

erbazzone alla emiliana

Erbazzone alla emiliana: ottimo sia caldo che tiepido!

Erbazzone all’emiliana o scarpazzon è un piatto tipico di Reggio Emilia della stagione primaverile. Alla base le biete – più tenere e dolci in primavera, di cui si usano anche le coste.
La preparazione è estremamente facile e veloce per un risultato davvero saporitissimo e buono sia caldo che tiepido.
L’erbazzone all’emiliana è perfetto per essere immaginato sul buffet all’aperto con gli amici a Pasqua o nella classica gita fuori porta di Pasquetta. E..perchè no, da fare anche in attesa delle Feste per una cena veloce o un saporito pranzo al lavoro.
Insomma…l’erbazzone all’emiliana è il piatto che ha tutte le carte in regola  per essere un piatto di primavera, quando le torte salate la fanno da padrona. E se piace anche a voi la dolcezza della bieta …provate anche questa torta con bieta e carciofi 

L’erbazzone all’emiliana: un croccantissimo e saporito guscio sottilissimo di pasta imbottito con le biete insaporite in un fondo di pancetta, aglio, prezzemolo e cipollotti freschi. Il tutto completato da una generosa grattugiata di Parmigiano Reggiano. Vi garantisco che è un piacere mangiarlo!  Tanto umile nelle sue origine, tanto gustoso al palato

Una volta si preparava l’erbazzone o scarpazzon  con lo strutto, il lardo e la pancetta. Era un piatto del riciclo appunto detto “scarpazzon” perchè preparato con “la scarpa” delle biete, cioè le coste.
Esistevano varie versioni tra cui quella che prevede l’aggiunta di riso o quella senza il guscio di pasta ( a quei tempi la farina di grano  era un bene di lusso) ma con le uova che la faceva rassomigliare più ad una frittata che a una torta salata come è le versione dei giorni più recenti. Oggi la farcia può essere solo a base di biete o biete e spinaci.

Le prime tracce di questa specialità, che oggi si trova in tutti i bar della zona, riportano al Moretum, un poemetto bucolico scritto da Virgilio duemila anni fa, dove si macina il grano, si setaccia, si impasta con acqua e si cuoce sulla pietra rovente, aggiungendo un ripieno di erbe e formaggio stagionato, pestati con cura: è con tutta probabilità la prima ricetta dell’Erbazzone, ma anche la prima ricetta italiana scritta che si conosca. Da Apicio (gastronomo e cuoco Romano del I° secolo), a Messisbugo (cuoco degli Estensi), attraverso storie di grani antichi e pratiche ancestrali…
James Magazine

erbazzone alla emiliana con la bieta

 

Ricette tratta da:  Le Ricette Regionali Italiane

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