carciofi alla giudia - un piatto tipico della cucina romanesca

Carciofi alla giudia

Non esiste periodo di mammole in cui io non prepari i carciofi alla giudia.
Di per se non è difficile, vanno solo rispettati alcune regole che fanno di questo contorno un piatto tipico della tradizionale cucina giudaico romanesca.
Le sue origini sono antichissime del ghetto ebraico – da qui il nome – a Roma nella giornata del Kippur: giornata di digiuno interamente  dedicata alla preghiera e alla meditazione alla  fine della quale  le donne preparavano questo piatto.
E’ d’obbligo l’uso del cimarolo o mammola perché tenero, senza spine e senza barba interna; il risultato è che dei carciofi alla giudia non si scarta nulla.
Se rispettate le regole della frittura mangerete un carciofo di coloro bruno scuro con le foglie esterne croccanti e la parte interna morbida e consistente: un contrasto piacevolissimo.

Esistono varie  versioni dei carciofi alla giuria : chi mette il prezzemolo all’interno e chi li prepara con una doppia cottura; da sempre seguo la ricetta di Ada Boni per me punto di riferimento per i piatti tipici della cucina romanesca e quella vi lascio ;-).

carciofi alla giudia, un piatto della cucina romanesca

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