Fare il limoncello a casa è possibile, è facile e semplice. Ma perchè il limoncello sia davvero buono utilizzate ingredienti di qualità: un buon alcol etilico per uso alimentare e limoni non trattati, corposi, succosi e profumati.

Il limoncello è, con ogni probabilità, il liquore italiano più conosciuto, capace di raccogliere, in una bottiglia, tutto il profumo e l’aroma dei limoni di Sorrento.
Ho avuto il piacere di ricevere in regalo ben 5 kg di limoni di Sorrento e…come esimermi dal fare il limoncello a casa? Che ve lo dico a fare? E’ sublime!
Per non buttare via nulla, fatto a casa il limoncello, con il succo dei limoni ho preparato la gelatina di limoni … stratosferica su di una fetta di pane tostata e ancora calda la mattina a colazione e con gli altri limoni la marmellata di limoni.

limoni di Sorrento per la gelatina di limoni
5 kg di limoni di Sorrento

A chi piace dolce, a chi meno dolce, a chi molto alcolico e a chi no.
La gradazione alcolica finale del limoncello è compresa fra i 30 ed i 50 gradi.
Tutto è giocare con le quantità dei tre ingredienti:
alcol, buccia di limoni e zucchero.
La versione del limoncello fatto a casa che vi offro è
decisamente equilibrata, non troppo dolce e senza quel sapore di alcool
che brucia in gola.
Profumata dai magnifici limoni di Sorrento.
Se cercate in rete troverete quasi tutte le ricette con pari quantità di alcol ed acqua ed una quantità di zucchero compresa fra 600 ed 800 g per litro di acqua. A seconda dei gusti.

Origini del limoncello

Che il limoncello nasca in Campania è fuor di dubbio e che la ricetta originale preveda l’uso dei soli limoni di Sorrento mette tutti d’accordo.
Ancora incerto, invece, il dove fu realizzato il primo limoncello.
La ricetta del limoncello è, infatti, contesa tra gli abitanti CapriAmalfi e Sorrento.


Di certo la paternità di questo liquore – con una gradazione alcolica finale compresa tra i 30 e i 50 gradi – è da attribuire alla Campania, ma sull’origine esatta esistono diverse teorie. La più accreditata risale agli inizi del Novecento in una piccola pensione di Capri, dove la signora Maria Antonia Farace possedeva una ricca limonaia e un aranceto.
La ricetta del suo eccellente limoncello, ripresa dal nipote nel dopoguerra, diventò il richiamo principale del bar da lui avviato in zona. Nel 1988, poi, il figlio Massimo Canale iniziò addirittura una piccola produzione artigianale che portò fino alla registrazione del marchio.

A Sorrento e ad Amalfi, però, le versioni sono diverse. si narra infatti che le più importanti famiglie sorrentine, sempre agli inizi del secolo scorso, avessero l’abitudine di servire ai propri ospiti il limoncello a fine pasto. O, ancora, che il liquore servisse ai pescatori e ai contadini per combattere il freddo del primo mattino già ai tempi dell’invasione dei saraceni.
E, ancora, c’è chi sostiene che la ricetta sia nata in un convento, per avvicinare ulteriormente i frati al paradiso.


Comunque sia: oggi il vero limoncello dev’essere prodotto in uno dei comuni del territorio che va da Vico Equense a Massa Lubrense e nell’isola di Capri, o, in ogni caso, realizzato con veri limoni di Sorrento. 

Il limone di Sorrento

La zona geografica indicata nella denominazione IGP (Indicazione Geografica Protetta) va dal comune di Vico Equense a Massa Lubrense, comprendendo anche l’isola di Capri.

La raccolta dei limoni in questa zona avviene
tra febbraio ed ottobre e
va effettuata rigorosamente a mano
per evitare il contatto col terreno.

Il limone di Sorrento è detto “femmeniello sorrentino” o anche “ovale di Sorrento”, proprio per la sua caratteristica forma ovale.
Diverso da quello amalfitano, chiamato “sfusato amalfitano”, ottimo nelle insalate, il limone di Sorrento è più grande e il succo più acido.

la ricetta per fare il limoncello a casa

Vi lascio alla mia ricetta del limoncello fatto a casa. Alla fine mi sono lasciata convincere dalle proporzioni suggerite da Dario Bressanini ne La Scienza in cucina e, devo dire, aroma, profumo ed equilibrio in bocca sono al top!

Preparazione10 minuti
Cottura10 minuti
macerazione delle bucce1 day
Tempo totale1 day 20 minuti

INGREDIENTI

  • 1/2 lt alcol etilico per uso alimentare
  • 600 ml acqua
  • 150 g bucce di limoni di Sorrento non trattati
  • 480 g zucchero semolato

PROCEDIMENTO

  • Lavate accuratamente i limoni, pelateli con una mandolina od un pelapatate avendo cura di prelevare solo la parte gialla e non quella bianca sottostante dal sapore decisamente amaro.
  • Trasferite mezzo litro di alcol etilico per uso alimentare in un barattolo a chiusura ermetica o in un recipiente che poi possa essere sigillato con pellicola trasparente. Immergete le bucce di limone facendo si che siano tutte completamente coperte dall'alcol, chiudete il contenitore e riponetelo a T ambiente in un luogo asciutto e al buio. (l'ho messo dentro ad un mobile in salone).
    Lasciate macerare per 15 giorni. Bressanini suggerisce 1 o 3 giorni.
  • Passato il tempo di macerazione dedicatevi allo sciroppo.
    Versate in un tegamino lo zucchero e l'acqua, portate su fiamma bassa e, mescolando con cura, cuocete fino a completo scioglimento dello zucchero.
    Lasciate raffreddare completamente lo sciroppo a T ambiente prima di unirlo all'alcol.
  • Quando lo sciroppo è completamente freddo, filtrate l'infuso attraverso un colino ed unitelo allo sciroppo.
    Trasferite con l'aiuto di un imbuto il vostro limoncello in una bottiglia con tappo ermetico e conservatelo nel congelatore. La presenza di alcol e zucchero non lo faranno mai ghiacciare.
    Sorseggiatelo sempre freddissimo non prima di 15 giorni!
Portata Drinks
Tipo di Ricetta c’era una volta una ricetta, cucina partenopea, home made

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