E dopo la pizza ricresciuta dolce laziale, oggi vi propongo la Crescia di Pasqua. Una buonissima e saporita pizza al formaggio marchigiana tipica del periodo pasquale.
In verità le pizze al formaggio tipiche di questo periodo sono diverse, soprattutto dell’Italia Centrale: la marchigiana, l’umbra, la molisana e la laziale.
La differenza, da quello che ho letto, è che mentre nella versione marchigiana ci sono anche i pezzetti interi di pecorino dolce, nelle altre versioni no. Quei pezzetti creano i caratteristici buchi della piazza al formaggio marchigiana.
A me, così, è venuto istintivo preparare la Crescia di Pasqua marchigiana e, una volta provata, ve lo posso dire: fatela! Non mi fermerei mai dal mangiarla. Una sorta di droga. Leggera ma saporita, gustosa e poco pungente.
Gustatevi questa specialità italiana il giorno di Pasqua insieme a uova e salame; ne vale assolutamente la pena. Il salame della tradizione marchigiana è il ciauscolo o il salame di Fabriano; io mi sono presa la libertà di accompagnare questa pizza salata con la mia adorata salsiccia appassita romagnola.
Come per tutte le ricette dalla tradizione pochi gli ingredienti, ma quelli buoni e precisi.
Come per tutte le ricette della tradizione le versioni sono infinite e la libertà di modificare alcuni ingredienti è ammessa.
La tradizione vuole che nella Crescia di Pasqua ci sia rigorosamente il pecorino; nulla vieta di usare solo parmigiano o variare ad es il tipo di formaggio da mettere a pezzi interi.
Ho usato un pecorino stagionato in grotta grattugiato, dal sapore finale delicato e non troppo pungente ed un pecorino dolce fresco da aggiungere a pezzetti nell’impasto prima della seconda lievitazione.
Il sapore finale è stato un qualcosa di delicato, affatto pungente e davvero piacevolissimo.

Le mie note alla ricetta.
- L’esecuzione è piuttosto semplice e l’impasto si forma piuttosto facilmente. Insistete anche se vi sembra duro mentre lo lavorate.
- In tutte le ricette che ho letto che per 500 gr di farina è previsto un cubetto intero di lievito di birra fresco; di mio ho ridotto a 20 g, ma ancora sono troppi. La raccomandazione è far lievitare la pizza nel forno spento con lucina accesa e con quel quantitativo di lievito occorrerebbero circa 2 ore.
Ho fatto lievitare a 28° ed il raddoppio del volume è arrivato dopo poco più di 1 ora. Così pure nella seconda e definitiva lievitazione. Troppo veloce per i miei gusti e secondo me si può tranquillamente scendere a 15 g di lievito di birra. - Tutte le ricette riportano farina 00 senza specificarne la forza. Di mio 😉 ho deciso che avrei dovuto ottenere almeno un W 260/ 280 ed ho tagliato la manitoba con una farina 0.
- Della ricetta che ho seguito mi è piaciuto molto il fatto di inserire il formaggio a pezzi prima della seconda lievitazione.
Di fatto, probabilmente, non li ho inseriti a sufficienza e, gonfiandosi, l’impasto li ha portati in superficie. La parte rimasta in superficie si è un pò bruciata. Forse non lo rifarei 😉 .
Ma quella colata di formaggio ai lati è mitica ! - Tradizionalmente la pizza di formaggio era cotta in contenitori cilindrici di coccio recentemente sostituiti da contenitori in alluminio. Ho usato gli stampi da panettone da 1/2 kg.
COSA SERVE
- 2 stampi panettone da 500 g o 1 da 1 kg
INGREDIENTI
- 4 uova
- 150 ml latte
- 3 cucchiai olio extravergine di oliva
- 20 g lievito di birra fresco
- 300 g farina Manitoba
- 200 g farina 0
- 1/2 cucchiaino zucchero
- 1/2 cucchiaino pepe neronoce moscata l'ho omessa
- 150 g pecorino stagionato
- 100 g Parmigiano Reggiano
- 100 g pecorino fresco
PROCEDIMENTO
COME PREPARARE LA CRESCIA AL FORMAGGIO
