Almatò a Roma: rugby e cucina possono andare a braccetto?

Almatò a Roma: rugby e cucina possono andare a braccetto?

Almatò a Roma: rugby e cucina possono andare a braccetto?

Apre Almatò a Roma: AL Alberto Martelli MAManfredi CustureriTO’ – Tommaso Venuti  – e non a caso con l’accento sulla O ( come ci sottolinea Alberto, responsabile di sala e sommelier): Tommaso il cuore pulsante della cucina, del locale; Manfredi il restaurant manager.
Tre giovanissimi (età media 27) amici romani e rugbisti decidono – anche la passione per la buona tavola li accomuna –  di avviare insieme questa nuova sfida.

Una cucina  ricercata, pulita e precisa in un ambiente elegante eppure informale.
Pochi ingredienti, ma quelli giusti, per esaltarne il gusto e un gioco di consistenze  e sapori davvero piacevoli al palato.

Quei sapori escono in bocca, ben definiti ed equilibrati, uno ad uno sempre accompagnati dalla giusta consistenza.
Rispetto della stagionalità e qualità della materia prima imprescindibili perchè tutto si realizzi.

il Ristorante Almatò a Roma

Fotografia di Albero Blasetti

Lo Chef Tommaso Venuti, diplomato all’Alma (Scuola di Internazionale di Cucina Italiana) si perfeziona prima presso Villa Crespi Relais & Châteaux dallo Chef Cannavacciuolo, poi con Marcus Wareing, nel ristorante Marcusa a Londra per concludere questa sua folle corse verso la meta a La Pergola a Roma con lo chef Heinz Beck.

“A mio modo di vedere
– spiega Tommaso Venutitutte le pietanze devono risultare, nella loro interezza, leggibili e fruibili a un pubblico quanto più vasto possibile. I miei piatti partono sempre da una base di tradizione e si evolvono secondo un mio personale lavoro di ricerca. Lo scopo finale è in ogni caso estrarre il massimo del gusto, pensando in primis alla soddisfazione del cliente. Allo chef Heinz Beck devo molto: nei quattro anni trascorsi a La Pergola posso dire di aver imparato il mestiere di cuoco, inteso non solo come filosofia culinaria ma anche come gestione di una cucina e di un ristorante”.

Alberto Martelli è invece nato e cresciuto nel ristorante che la famiglia gestisce da ben quattro generazioni nella Capitale; Manfredi Custureri si è avvicinato alla ristorazione quasi per caso, scoprendo negli anni di avere un talento naturale per il management.


Il ristorante Almatò a Roma
, con 28 coperti, progettato dallo stesso Chef Tommaso Venuti – si, ha anche studiato architettura – offre proposte diverse.

A pranzo possibilità di scelta fra:
sole due veloci portate ( 20 minuti in tutto per chi va di fretta ma senza rinucuiare al gusto) – il benvenuto dello Chef ed un piatto a scelta;
in alternativa scelta alla carta;
o, ulteriore opzione da provare, il percorso degustazione di 5 o 7 (rispettivamente a 50 e 70 euro bevande escluse) portate.
La sera:
alla carta o percorso degustativo di 5 o 7 portate.
Aperto dal lunedì al sabato ( la domenica si gioca a rugby ci dice, sorridendo, Alberto 😉 )

 

scampi da Almatò

Fotografia di Alberto Blasetti

ravioli di Coda da Almatò a Roma

Fotografia di Alberto Blasetti

Qualche esempio fra le proposte dello Chef di Almatò a Roma?

Il cappuccino: mousse di cavolfiore, gorgonzola, funghi e mandorle salate tritate
la ricerca dei sapori e consistenze la fa da padrone

Scampi, radicchio, radici;
scampi direi appena marinati, lasciati crudi, accompagnati da barbabietola e  radicchio
peccato fossero solo 2 😉 per noi

Ravioli di coda, erbe amare e salsa mirepoix
credo di non poterli mai dimenticare

Petto d’anatra, patata viola, cipollotto e lavanda
cottura e mix di aromi spaziali

Il tiramisù
tiramisù di Almatò

non mancate di provarlo!  E’  un  viaggio nel piacere della leggerezza
ritrovando tutto ciò che in un tiramisù non può mancare

Il tutto sapientemente accompagnato con i vini scelti da Alberto Martelli che non ha, a mio avviso, sbagliato un colpo.
Da un Riesling Trocken Bassermann Jordan per gli scampi, ad un Bourgogne Rouge Roncevie Domaine Arlaud abbinato ai ravioli di coda;  un Chianti Classico Gran Selezione Villa Rosa con  l’anatra. Per chiudere, ad accompagnare il Tiramisù,  con un Passito Garofoli Verdicchio Castelli di Jesi.

Vi lascio il Menù – finirete con l’andarci almeno sino a quando non avrete assaggiato tutto –  e l’attenta e curata carta dei vini con ben 80 etichette fra bianchi e rossi non solo italiani.

 

Ora mi e vi rispondo: cucina e rugby possono andare a braccetto?

E’ un gioco di squadra in cui il lavoro di gruppo prevale su quello del singolo;
richiede affiatamento e condivisione.
Coraggio, sacrificio, generosità, correttezza, lealtà, rispetto per il prossimo sintetizzano il rugby;
Un gioco con regole inviolabili e fondamentali; 
Uno sport puro.

Mio padre, giocatore di rugby, non perdeva occasione per sottolineare l’impronta che questo sport lascia nel singolo.

Direi, quindi, che tutte le peculiarità di questo sport si possano e si debbano ritrovare anche in cucina e per loro, rugbisti, forse non è stato difficile metterle in campo anche in questa loro sfida. 

Almatò A Roma

Alberto Blasetti Ph.

In queste parole si racchiude tutto ciò che del rugby è in loro:
Tommaso Venuti : … Lo scopo finale è in ogni caso estrarre il massimo del gusto, pensando in primis alla soddisfazione del cliente.
Manfredi Custureri e Alberto Martelli :  “L’interesse per il cibo
 è sempre stato qualcosa di centrale per tutti noi. Dopo aver accumulato la giusta esperienza abbiamo capito che era giunta l’ora di dare vita al nostro sogno, ovvero un locale tutto nostro. Ad Almatò ognuno ha portato il proprio contributo secondo competenze e gusti (questi ultimi da sempre abbastanza simili). Il ristorante ha la sua identità ben delineata, un luogo dall’atmosfera al contempo raffinata e amichevole, adatto a molteplici occasioni e dove chiunque possa sentirsi a proprio agio”.

 

Almatò a Roma: 

Via Augusto Riboty, 20C – 00195 Roma (quartiere Prati)
Tel. 0669401146
www.almato.it
Aperto dal lunedì al sabato, dalle ore 13.00 alle 15.00 e dalle 20.00 alle 23.30

 

 

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