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pizza ricresciuta dolce di Pasqua

Pizza ricresciuta dolce di Pasqua tipica romana

L’ho chiamata pizza ricresciuta dolce di Pasqua ma non è corretto: non è dolce e si mangia da sempre nella tradizione romana la mattina di Pasqua insieme alle uova sode, alla corallina – il salame per eccellenza del giorno di Pasqua – e la cioccolata.  Il libro di Ada Boni di cucina romana identifica come “ricresciuta” la pizza sorella di questa, salata e con la ricotta e definisce quella dolce come “altra pizza di Pasqua”.  Di fatto il procedimento non differisce , cambiano solo gli ingredienti.
Detto questo la pizza ricresciuta dolce di Pasqua è davvero ciò che sulle tavole romane non manca mai il giorno di Pasqua : la ricetta fa parte della lontanissima tradizione della cucina romana, di quella cucina povera fatta di ingredienti semplici e comuni che in occasione di una festa si arricchiscono di un elemento considerato dei “ricchi” : le spezie,  nello specifico cannella e semi di anice. Quello che oggi si usa molto, ma non ho ritrovato nella tradizionale ricetta, è la presenza dei liquori , anche 3 o 4 insieme dall’alkermes al cognac, al mistrà al vermouth in cui lasciare in infusione le spezie anche per 12 ore.

Mangio oramai da anni la pizza dolce, sempre fatta in casa ed il sentore di liquore non lo ricordo e non lo “sento” per cui in questa versione non l’ho aggiunto, niente di peggio che cercare di rivivere i sapori di un ricordo ed esserne delusi all’assaggio;  confesso di aver avuto un po’ di ansia al momento del taglio…invece nessuna delusione: è la pizza ricresciuta dolce di Pasqua che profuma la casa la mattina di Pasqua.
Ho letto tantissime ricette e tantissime versioni che differivano sostanzialmente nei tempi di lievitazione, nel numero di uova – responsabile alla fine del giallo più o meno intenso dell’impasto, nella presenza o meno dei liquori; mi sono fermata su quella di Elena e quella di Simona  passando da Paola e alla fine, come sempre e come in tutte le ricette che passano di casa in casa, di epoca in epoca, di abitudine in abitudine ne ho fatto una versione personalizzata: niente liquori, olio al posto del burro e/o strutto e un tempo di lievitazione del panetto iniziale una via di mezzo fra le 12 ore proposte da Elena (la tradizionale addirittura fa riposare l’impasto 3 giorni) e la mezz’ora di Simona.

La pizza ricresciuta dolce di Pasqua deve profumare di cannella e di anice, deve avere una bella crosta scura ed  essere morbida dentro. 

 

Valutazione della ricetta

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